Un esperto in “psicologia della scrittura” analizza gli scritti di Occhiuto

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Dal pulpito di Forza Italia, quel figo di Mario Occhiuto, che in campagna elettorale diceva viva il civismo fuori i partiti, si lancia in una analisi politica del Sud, degna di uno statista.

Noi, però, che dei politici, anche se sono fighi, non ci fidiamo, abbiamo chiesto ad un esperto di “psicologia della scrittura” di analizzare periodo per periodo ciò che quel figo di Mario ha scritto. Gli abbiamo chiesto di svelarci realmente cosa si cela dietro queste frasi che sembrano ad una prima sommaria lettura del nostro esperto  di “circostanza politica”. Vediamo il risultato del test scientifico a cura del professore rumeno Cumu Tisgamu.

Occhiuto: “Il Sud muore con questa politica. Avanza del 9% la disoccupazione (6% in più rispetto al centro nord), aumenta la povertà (10% persone in povertà assoluta), si riduce la spesa pubblica per le infrastrutture”.

Esperto: Un classico della retorica politica. Quando non sei al governo sciorinare “numeri” in maniera negativa diventa un esercizio utilizzato dai mediocri, che dovrebbe, secondo loro, avallare la loro sincerità. Perché i numeri sono numeri, dunque insindacabili. Come a dire: non lo dico io che tutto va male, lo dice la matematica. Se fosse stato lui al governo state certi che i numeri, anche se negativi, sarebbero stati sciorinati in senso positivo. Una società che certifica quello che mi pare si trova sempre. E di colpo i poveri a cui si riferisce sarebbero spariti. La povertà è sempre colpa degli altri.

Occhiuto: “Dobbiamo puntare ai grandi investimenti nel Mezzogiorno d’Italia, questo è l’unico modo per salvare il Sud e far ripartire l’Italia”.

Esperto: dobbiamo fare arrivare guagna a Cosenza che le cose tra poco si mettono male ed è meglio arraffare subito tutto quello che posso. Quello che mi serve urgentemente sono un bel po’ di incarichi di progettazione per il mio studio.

Anche se sono fallito sono disposto a riaprirne subito un altro, tanto non pago mai niente, e se non va bene possiamo sempre incaricare qualche mio prestanome. Le grandi opere da progettare non mancano: la funivia dal Castello al Lungofiume Boulevard; la navigabilità del Crati; il tesoro di Alarico; l’aeroporto a via Popilia; il porto ara Massa. Inventiamoci quello che volete. L’importante che posso affidare incarichi e progetti ai miei lecchini,  poi, se si fanno o non si fanno queste cazzate che ho detto, a me non me ne frega niente. L’importante è produrre rendering a manetta. E’ questo quello che realmente il suo subconscio vorrebbe dire. E’ chiaro come la luce del sole per un esperto come me.

Occhiuto: “Silvio Berlusconi lo aveva già capito nel ’94, quando propose la legge Obiettivo e il Patto per l’Italia”.

Esperto: Caro Silvio non tenere conto di quella stronzata del civismo, lo sai che era funzionale per intortare i cosentini. Tu sei sempre il mio idolo. A partire dal 94, quando io, ancora ingenuo, mi facevo beccare con la mia società SECOP a truccare appalti all’ospedale di Cosenza. Da allora ho seguito i tuoi insegnamenti e non mi hanno beccato più. Solo che adesso dobbiamo stare con gli occhi aperti, non si possono truccare  più gli appalti come i bei tempi quando c’eri tu. Un messaggio subliminale per Berlusconi. Non c’è dubbio. Garantito al limone.

Occhiuto: “Lo Stato adesso impieghi risorse adeguate. Costruiamo il Ponte di Messina, sistemiamo i Porti di Taranto e Gioia Tauro, realizziamo le grandi infrastrutture stradali, riqualifichiamo le città e recuperiamo i centri storici”.

Esperto: Il classico minestrone di cazzate qualunquiste che fanno sempre scena. Facciamo questo, facciamo quello, ma a lui quello che interessa sono i suoi piccoli interessi di bottega. Dice questo per leccare bene la sua parte politica, e dire: io sono con voi su questo, anche se non ci sgobbo niente. Però, allo stesso tempo, questo periodo contiene due zippe.

La prima: dice così per darsi un tono anche regionale, perché è convinto che tra poco cade Oliverio e la Regione potrebbe diventare cosa sua.

La seconda: visto che io non ci sgobbo niente su questo ladrocinio del Ponte dello Stretto, volete per cortesia mandarmi un po’ di guagna da distribuire ad ingegneri, architetti e professoroni, che facciamo finta di aggiustare il centro storico di Cosenza? Tanto a Cosenza si coddranu tutto. L’importante è pagare le progettazioni, perché a me di aggiustare il centro storico non me ne frega niente, tanto io non ci abito.

Occhiuto: “I sindaci del Sud richiedano con forza la candidatura alle Olimpiadi 2028 della Magna Grecia. È una opportunità a cui non possiamo rinunciare”

Esperto: qui siamo di fronte ad una patologia conclamata: la cazzata cronica. Una malattia che all’oggi non ha trovato una cura. Anche se latente, in questo periodo, c’è sempre l’ossessione dello sguabbu. Lui dice: io ci provo a dire questa cosa, non ci perdo niente. Male che va qualche caggio che anticipa un po’ di guagna per la solita progettazione preliminare, lo trovo. Mi è capitato altre volte di vrusciare gente in questo modo. Promettere a Cosenza non costa niente.

Occhiuto: “Bravo Marcello Fiori per aver organizzato molto bene Restart, la Conferenza Nazionale degli amministratori di FI”.

Esperto: anche i saluti nascondono il “non detto”. Qui possiamo leggere tra le righe: caro Marcello dimmi dove devo fare la domandina di rimborso e dove si prendono i ticket per mangiare a vigna che qui non sono a Cosenza e non posso vrusciare nessuno. Quindi sto anticipando io. Non facciamo ca tutto va aru riscurdu.

Che dire, se non ringraziare il professore rumeno Cumu Tisgamu.

Arrivederci alla prossima.