Unical, corsi di dottorato agli amici degli amici: il trionfo degli stessi

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Questo è il testo di una lettera di un’associazione studentesca che è stato recapitato anche al rettore dell’Unical Gino Crisci. C’è il racconto di un’altra triste pagina di discriminazioni e favoritismi per fini clientelari. 

OGGETTO: selezione pubblica per l’ammissione ai corsi di dottorato in Scienze economiche aziendali – ciclo XXXII – con sede amministrativa presso l’Università della Calabria, emanato con D.R. numero 991 del 31 luglio 2017.

Questa lettera non vuole essere accusatoria e/o minatoria nei confronti di coloro i quali attualmente ricoprono ruoli di rilievo all’interno dell’apparato accademico ma bensì un invito a soffermarsi su quelle che sono le diverse discriminazioni che, quotidianamente, si ripercuotono indirettamente sulla popolazione studentesca e non.

Esprimiamo il nostro disagio e la nostra frustrazione nel ritrovarci a constatare che, nel bando di dottorato messo in palio dalla stessa Università della Calabria, venivano eletti e quindi ritenuti idonei coloro i quali risultavano essere i componenti del Senato Accademico nonché coloro i quali risultavano esserlo poco tempo addietro. Lo stesso Senato che aveva il potere di legiferare in materia ponendo dunque le basi per quello che potrebbe definirsi all’apparenza un conflitto di interessi.

Come se ciò non bastasse, denotiamo che è anche presente tra i vincitori del bando chi attualmente si ritrova ad essere uno dei componenti del Consiglio di Amministrazione, chi attualmente è membro delle associazioni studentesche, le quali – è risaputo – ricevono da sempre fiumi di danaro pubblico.

Viene lecito domandarsi se sia proprio un caso che uno dei membri del Senato rispetti perfettamente le caratteristiche necessarie alla partecipazione. Che lo stesso Senato abbia approvato un bando ad hoc per agevolare l’ingresso del membro stesso. Balza subito all’occhio quanto sia incredibile offrire l’opportunità di partecipare e allo stesso tempo di vincere il concorso a chi, pur non avendo conseguito un titolo di studio di 2° livello, sia comunque uno studente in procinto di concludere la propria carriera.

E’ un dato di fatto che questo provvedimento possa definirsi atipico visto che uno dei requisiti necessari affinché si possa concorrere per un assegno di ricerca sia proprio l’aver ottenuto una laurea di 2° livello. Il nostro invito p quello di invitarvi a rivalutare i criteri di ammissione, un invito alla trasparenza.

Siamo stanchi di assistere a questo scempio, di ritrovarci sempre “per caso” ad assistere al trionfo degli stessi. Gli stessi che da anni giacciono all’interno degli organi accademici. Gli stessi che si spartiscono le borse di studio, che si aggiudicano la vittoria di bandi come questo su descritto e che allo stesso tempo per pura coincidenza si ritrovano a votar da se i provvedimenti che più gli fanno comodo.

Fin qui il testo della lettera. C’è chi dice che questa sia un’altra perla del professore Franco Rubino nella prospettiva delle elezioni per il rettore del prossimo anno, alle quali sicuramente vuole partecipare. In un concorso pubblico per Dottore di Ricerca, cioè il materiale umano per il futuro della nostra Università, ha inserito oltre a una serie di nominativi (che probabilmente sono bravi!) anche qualche “amico degli amici” – scarsi e perditempo – ma che figurano come rappresentanti degli studenti e quindi di sicuro troveranno qualche voto per lui. 

Per esempio, dicono i soliti bene informati, Militerno e Mazzitelli, il primo rappresentante degli studenti da tanti e tanti anni, il secondo nemmeno laureato e sempre rappresentante degli studenti. Ma pare che ce ne siano anche altri.