Unical, da culla del sapere a strumento del potere: fuori il Pd dal campus

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UNICAL: da culla del sapere a strumento del potere

Da giovedì 14 settembre l’Università della Calabria ospita la convention dal titolo “cantiere Calabria”, ennesima vetrina politica in cui si discutono le sorti del futuro della nostra terra, escludendo puntualmente chi realmente la vive. Che gli atenei pubblici siano sottomessi agli interessi economici, clientelari, come nei peggiori scenari antidemocratici, costituisce un dato preoccupante, emblematico dell’architettura neoliberale che governa le università.

Oggi il ministro degli Interni Minniti conclude la tre giorni con il presidente Mario Oliverio all’interno del convegno “La Calabria che cambia”.
Lo scorso 19 giugno, nella stessa università, lo stesso ministro è stato ricevuto per partecipare alla presentazione di un master in dispositivi d’avanguardia per la sicurezza e la tutela del decoro. Gli esiti di quella giornata hanno invaso le pagine dei quotidiani locali per i giorni seguenti, a causa dell’approccio repressivo e autoritario messo in campo dalle forze dell’ordine in occasione dell’evento.

Oltre alla presenza-simbolo del ministro -fautore e promotore dei decreti Minniti-Orlando, discriminatori e che impongono il securitarismo autoritario come nuovo modus operandi per la gestione del cosiddetto ordine pubblico- è presente parte dell’establishment, locale e non: dal presidente Oliverio al ministro Lotti, da Gentile a Tavecchio. Tanti nomi e aziende della malapolitica si riuniscono per discutere d’ambiente, di sviluppo, di sicurezza, di corsa al progresso. E per spartirsi gli utili.

Nuovamente, questa università, che dovrebbe essere fucina di condivisione dei saperi, promotrice d’indipendenza e libertà viene sfruttata, grazie alla complicità del rettore Crisci, come mero strumento di propaganda del potere politico. La vetrina del presidente Oliverio è dunque solo l’ennesimo colpo alla dignità di questo ateneo.
L’Unical, tra cantieri e privatizzazioni, si prodiga per coprire con una solida retorica democratica lo smantellamento del diritto allo studio e del welfare studentesco, per il beneficio di grandi aziende, delle alleanze partitiche e d’interessi.
Resterà sempre una parte viva di questa università che continuerà a difenderne i principi di democrazia, non discriminazione e partecipazione.
Fuori il PD dall’Università.

Progetto Azadì