Unical, il business delle associazioni studentesche

L’associazionismo è una delle attività più naturali per l’uomo, fa parte anche della nostra Costituzione. Le associazioni studentesche universitarie non ne fanno eccezione e nascono proprio dalla passione di un gruppo di ragazzi, che condividono gli stessi interessi per un’attività o un argomento. A ciò va aggiunto l’appoggio dell’Università che mette a disposizione dei fondi per finanziare e incentivare l’operosità. È così basta riunirsi, mettere insieme idee e volontà per organizzare conferenze, workshop e corsi atti a sensibilizzare gli studenti. Un’associazione universitaria, inoltre, può organizzare seminari, corsi di formazione, soggiorni di studio e stage all’estero; ma fondamentale è l’assistenza su informazioni per gli studenti stessi: su esami, piani di studio, professori, iscrizioni, ecc. Alcune Associazioni aiutano, anche, nella denuncia contro i disservizi e le inefficienze del proprio Ateneo.

ALCUNE INESISTENTI CONTINUANO A RICEVERE FONDI DALL’UNICAL

Nell’Università della Calabria, esistono ben 49 associazioni accreditate, ma poche sono quelle conosciute e poche operano realmente e praticamente. Basta fare un giro nell’Ateneo per constatarlo. La maggior parte è assente, porte perennemente chiuse; nessuna delle attività sopra elencata viene svolta, eppure i fondi continuano ad arrivare. Allora viene implicito domandarsi perché l’Università non effettui controlli specifici e dettagliati sull’inadempienza dell’Associazione. Il contratto di servizio è lo strumento fondamentale per regolare i rapporti tra Ateneo e Associazioni. Dovrà prevedere: le modalità di concessione degli spazi universitari; la fornitura gratuita o meno di attrezzature; l’assistenza amministrativa/contabile/fiscale da parte di strutture dell’Ateneo alla vita delle Associazioni e ogni altra pattuizione che si riterrà utile. Il contratto di servizio è stipulato tra il Presidente dell’Associazione e un dirigente responsabile dell’Ateneo.

Già in passato erano sorte polemiche proprio riguardo tale argomento, ma la situazione non è mutata. Venne contestata l’ingiusta distribuzione dei fondi ad alcune Associazioni studentesche, soprattutto l’eccessiva e alquanto anomala attribuzione delle ricchezze avvenuta, negli ultimi anni, in tre “fortunate” associazioni: Alfa, ICU e Università Futura. Le Associazioni si spartirono ben 110mila euro. images (1)Interpellati, a riguardo, i presidenti delle tre Associazioni assicurarono che quei soldi furono utilizzati per organizzare eventi e per la cura ed il miglioramento delle rispettive sedi e dei servizi offerti, come da progetti presentati ad inizio anno. Inoltre affermarono che la distribuzione dei fondi non dipese certo esclusivamente dai rappresentanti degli studenti, fu decisa da un apposito organo competente formato anche da docenti (la Commissione Affari Generali) che, seguendo determinati criteri di giudizio, decise sull’attribuzione dei fondi in base ai progetti presentati. Per quanto riguarda, poi, la scelta netta, chiara e condivisa da parte di Università Futura ed Athena di sostenere il Prof. Crisci in campagna elettorale, le Associazioni risposero che fu “una delle premesse per avviare il processo di ‘positiva rivoluzione’ che il Rettore, insieme alla sua squadra e i rappresentanti, porta avanti in questo Ateneo”.

COSA DICE IL REGOLAMENTO

Di norma la stesura del budget e del rendiconto finanziario è possibile solo se si sono ordinatamente conservati i documenti di gestione semplificato entro settembre dell’anno successivo via telematica: riepilogando tutte le ritenute Irpef versate per seminari/concerti/generica attività di lavoro autonomo. Il sistema di finanziamento alle Associazioni non è del tutto comprensibile, non si capisce quali siano i criteri oggettivi per valutare i progetti e, nonostante il principio di trasparenza, il numero preciso di fondi versati alle diverse Associazioni, non è pubblico né accessibile a tutti.

Inoltre senza comparire nell’albo, di fatto non si ha diritto all’assegnazione di spazi nel campus né ad alcuna quota nei fondi destinati agli studenti (circa 80mila euro all’anno). Contemporaneamente alla domanda di ammissione all’Albo o di rinnovo dell’iscrizione scaduta, le Associazioni studentesche potranno presentare domanda per l’assegnazione o eventuale conferma di uno spazio. Nei sessanta giorni successivi il Consiglio di Amministrazione stilerà una graduatoria di ammissione agli spazi disponibili. La graduatoria avrà valore per l’intero triennio e le Associazioni studentesche accederanno agli spazi nell’ordine di priorità in essa definito. Se una Associazione studentesca perde il diritto allo spazio, subentra la prima delle escluse.

Questo quanto afferma il regolamento dell’Unical, ma gli spazi concessi alle Associazioni sono sempre gli stessi da anni e da anni ospitano le medesime Associazioni. Per la concessione al finanziamento, invece, si legge: il Consiglio di Amministrazione, sulla base delle disponibilità di bilancio, delibera annualmente l’entità della spesa da destinare al finanziamento delle attività delle Associazioni studentesche. Nessuna Associazione studentesca può ottenere più del 20% dello stanziamento annuale previsto. Cosa che, negli scorsi anni, di fatto non è stata per nulla rispettata. Basta ricordare che secondo tale norma, il finanziamento annuo degli allora 110mila euro (diviso per tre Associazioni, ovvero 37mila euro) doveva essere in realtà di 22mila.

Viene naturale, dunque, domandarsi come mai le tasse universitarie aumentino di anno in anno, come mai i disservizi evidenti dell’Unical (sessioni del sito mal funzionante, registrazione di esami scomparsi, servizi di mensa che lasciano a desiderare, problemi di organizzazione e burocrazia, ecc.) non vengano risanati e, tuttavia, continuano a piovere milioni di euro nelle tasche di Associazioni studentesche che non appaiono tali. Bisognerebbe abbassare innanzitutto la spesa destinata a tali Associazioni, dopodiché visionare costantemente le attività giornaliere da queste svolte. 

Valentina Mollica