Unical, laurea honoris causa a don Giacomo Panizza. Ma non chiamatelo “prete antimafia”

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L’Unical conferirà a don Giacomo Panizza la laurea honoris causa in Scienze delle politiche e dei servizi sociali. La cerimonia si terrà mercoledì 2 dicembre, alle 11:30, presso l’aula ‘Caldora’ dell’Università della Calabria.

Don Giacomo Panizza, sacerdote bresciano, è stato «prestato», come sottolinea egli stesso, da più di trenta anni alla Calabria. Nel 1976 fonda a Lamezia Terme ‘Progetto Sud’, comunità di gruppi autogestiti, di famiglie aperte e di servizi, iniziative di solidarietà, condivisione, accoglienza per soggetti svantaggiati. Dal 2002 vive sotto tutela dopo le gravi minacce di morte del clan Torcasio per aver deciso di prendere il gestione un palazzo confiscato da destinare ai disabili. Sono poi seguiti molti attentati, anche alle auto dei disabili.

Ma respinge seccamente l’appellativo di ‘prete antimafia’.

«Noi preti abbiamo centomila cose da fare per predicare l’amore e costruire la pace e la giustizia. Poi se c’è anche da resistere ai mafiosi, dobbiamo resistere. Anche se è meglio che si convertano. Noi preghiamo perché cambino. E facciamo di tutto perché cambino. L’ultima volta che ci hanno messo un’altra bomba hanno scritto ancora «prete antimafia». Ma in questa veste non mi ci trovo. Io mi trovo con la gente dove costruiamo la vita buona, la libertà, un po’ di sviluppo, quelle cose che ci servono al Sud».

Lei si occupa degli ultimi. Facendo così lotta contro la ’ndrangheta?
«Sono stato prestato, da Chiesa a Chiesa, per questi temi, che all’epoca non si chiamavano legalità ma giustizia. Oggi continuo a fare queste belle cose insieme a tanta gente di Calabria. Ed è questa la giustizia che abbiamo in mente. Se poi è un politico che fa lo sgambetto, o un mafioso, o uno che vuol fare clientele o imbrogliare, è tutta illegalità».