Unical, il vero problema non è il rettore ma il Consiglio d’Amministrazione

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Recentemente, gli studenti hanno coraggiosamente censurato le continue malefatte del Consiglio di Amministrazione (CdA) dell’Università della Calabria, che antepone sistematicamente e spudoratamente gli interessi personali dei propri membri a quelli della comunità (http://www.iacchite.com/unical-crisci-cda-ne-fregano-delle-difficolta-economiche-delle-famiglie/).

Ma chi sono i potenti membri del CdA che stanno distruggendo l’immagine dell’Unical attraverso continui scandali, per cui sembrano non mostrare alcuna vergogna?
Ricordiamoci che i membri del CdA vengono scelti sulla base del curriculum, sia per gli esterni sia per gli interni (http://www.unical.it/portale/ateneo/organi/cons_amministrazione/curricula/).

Quindi, ci si potrebbe aspettare che i docenti interni siano stati selezionati per il loro alto profilo. I membri interni di questo CdA sono stati selezionati dal rettore Latorre nel marzo 2013 (http://www.ilsileno.it/2013/03/29/lunical-ha-designato-il-cda/) e poi confermati in blocco da Crisci ad aprile 2016 (http://www.corrieredellacalabria.it/l-altro-corriere/lettere-al-direttore/item/45136-governance-unical-tra-trasparenza-e-autoferenzialit%C3%A0).

Dunque, in principio questi membri dovrebbero essere davvero il meglio per l’Ateneo, poiché sull’alto spessore del loro curriculum l’accordo sembrerebbe unanime. Tuttavia, da un’analisi approfondita del loro curriculum emergono anomalie davvero inquietanti.

ANNAMARIA CANINO

La prof.ssa Annamaria Canino, professore ordinario di Analisi Matematica del Dipartimento di Matematica, secondo quanto risulta dalla piattaforma Scopus, ufficialmente riconosciuta dal Ministero, non avrebbe i requisiti neanche per un posto da ricercatore. Infatti, un ricercatore a tempo determinato di tipo B nel settore 01/A3 (quello della prof.ssa Canino) per poter evitare il licenziamento deve avere raggiunto almeno due degli indicatori stabiliti a livello nazionale dal Ministero. (fonte: http://attiministeriali.miur.it/media/282834/tabellevalori-sogliaallegatedm29luglio2016_602.pdf)

Ebbene, la prof.ssa Canino possiede a stento un parametro su tre per l’abilitazione scientifica nazionale, requisito indispensabile per la conferma di un ricercatore. Un ricercatore con il curriculum della prof.ssa Canino sarebbe sbattuto fuori dal sistema universitario per inefficienza. Se la volessimo valutare con i parametri per il suo ruolo da professore ordinario, come è logico che sia, scopriremmo che la prof.ssa Canino possiede zero parametri bibliometrici su tre ed è dunque inibita al ruolo di commissaria nei concorsi universitari.

In qualunque altra Università le carenze nel curriculum della prof.ssa Canino costituirebbero un serio motivo di imbarazzo e la si inviterebbe a dedicarsi di più alla ricerca per non penalizzare il proprio Dipartimento e il proprio Ateneo. All’Unical invece docenti la cui ricerca è sterile sia quantitativamente sia qualitativamente hanno addirittura potere decisionale nel CdA per stabilire le priorità della ricerca scientifica dell’Unical. Infatti, la prof.ssa Canino è stata membro di importanti commissioni per valutare… la qualità della ricerca!

Per evitare questi paradossi imbarazzanti, bisognerebbe inserire nel Regolamento d’Ateneo come primo requisito per i membri interni del CdA il possesso delle mediane per entrare nelle commissioni a livello nazionale.

MARCELLO MAGGIOLINI

Il prof. Marcello Maggiolini ha un record difficilmente battibile: nel giro di pochi anni è passato da un ruolo di funzionario tecnico ad uno di professore ordinario, attraverso passaggi brevissimi come ricercatore e professore associato (http://unical.it/portale/ateneo/amministrazione/aree/arrisumane/trasparenza/ammtrasparente/2/organigov/cda_2013_2015/curricula/maggiolini%20CV.pdf).

La sua carriera-lampo è anomala, se non addirittura miracolosa. Infatti, oggi non si ammette neanche per legge la possibilità che un ricercatore possa passare a professore associato in meno di tre anni. Una carriera così rapida come quella del prof. Maggiolini rende impossibile una valutazione del docente sia in termini di didattica erogata sia in termini di ricerca scientifica.

A parte questo, il prof. Maggiolini, delfino del rettore Latorre, era sotto i riflettori dopo il ballottaggio perso con Crisci. Infatti, si attendevano scontri di fuoco in CdA tra i due sfidanti. Invece, il prof. Maggiolini si è allineato alle linee di Crisci senza mai fronteggiarlo. Non si è mai opposto ad alcuna porcata.

Essendo in rotta di collisione con il prof. Andò, direttore del Dipartimento di Farmacia, il prof. Maggiolini è l’unico membro del CdA che non antepone gli interessi del proprio Dipartimento a quelli della comunità Unical. Anzi, a dire il vero non si oppone neanche di fronte a palesi ingiustizie nei confronti del proprio Dipartimento a favore dei Dipartimenti dei propri colleghi di CdA.

Tuttavia, in un’occasione il prof. Maggiolini ha fatto tremare Crisci con un’interrogazione davvero scomoda, che merita di essere trascritta integralmente perché fa capire bene lo spirito con cui il prof. Maggiolini stia intendendo il proprio ruolo in CdA.

Nella seduta del CdA del 6/7/2015, il prof. Maggiolini miracolosamente (quasi quanto la sua carriera-lampo) ritorna in possesso della parola e sfida Crisci su un tema decisamente scottante: la mancata riparazione del proprio climatizzatore. Insomma, quando vengono toccati i propri interessi più spiccioli, il coraggio di opporsi (oltre che l’interesse) torna!
(estratto dal verbale CdA 6/7/2015)
Il rettore invita i consiglieri a porre eventuali interrogazioni.
Il prof. Maggiolini segnala di non aver avuto riscontro a una richiesta di intervento inoltrata già due mesi fa al competente ufficio dell’amministrazione, a seguito di un guasto a un condizionatore presso il laboratorio nel quale svolge la propria attività. Sottolineando i prolungati disagi conseguenti al guasto, auspica una maggiore sensibilità da parte di chi supervisiona le procedure per casi del genere, al fine di evitare situazioni critiche nei siti produttivi della ricerca dell’Ateneo.
Fonte: http://www.unical.it/portale/portalmedia/verbali/2015-09/verbale%20n22%20del%2006%20luglio%202015.pdf

Non risultano agli atti interrogazioni del prof. Maggiolini su altri climatizzatori.

PIERLUIGI VELTRI

Ad una prima vista, il curriculum del prof. Pierluigi Veltri sembra essere il miglior profilo nel CdA, ma un’analisi appena più approfondita implica necessariamente un ridimensionamento del suo curriculum alla luce di alcune furbate che emergono. Infatti, il prof. Pierluigi Veltri, astronomo del Dipartimento di Fisica, ha di astronomico soltanto il numero delle autocitazioni: addirittura 1146! (fonte: Scopus).

Ma come si fa ad accumulare un numero di autocitazioni così alto in una sola vita? Quanto tempo avrà impiegato per scrivere il proprio nome 1146 volte per autocitarsi? Quante lavagne dovrebbe riempire un bambino monello che dovesse scontare la punizione di scrivere il proprio nome (autocitandosi) 1146 volte?

Questo numero astronomico di autocitazioni dimostra che il prof. Pierluigi Veltri (ed evidentemente il suo intero gruppo) abusa in maniera industriale delle autocitazioni, con l’effetto finale di ottenere un curriculum gonfiato artificiosamente. È difficile stabilire se si tratti di record del mondo di autoreferenzialità, ma comunque è davvero un numero altissimo, che sarebbe ancora più alto se si considerassero anche le “autocitazioni nascoste”, ossia le citazioni provenienti dai membri del proprio gruppo (fonte: Scopus), i quali citano nei loro lavori il proprio capogruppo Pierluigi Veltri, anche per attenuare l’impatto percentuale delle autocitazioni rispetto al numero totale delle citazioni (fonte: Scopus).

In generale, citare i propri lavori in maniera così sistematica non è illegale, anche se è indubbiamente immorale gonfiare consapevolmente i propri indicatori bibliometrici attraverso furberie bibliometriche, indubbiamente spregevoli, che danneggiano la rispettabilità dell’accademia italiana.

Per fortuna, l’ANVUR ha trovato come smascherare coloro i quali hanno creato a tavolino un sistema per gonfiare indicatori bibliometrici. Il Dipartimento di Fisica, a cui afferisce Pierluigi Veltri, è infatti crollato nella valutazione della qualità della ricerca da quando l’ANVUR ha introdotto criteri per eliminare trucchi bibliometrici derivanti da un uso scellerato della autocitazioni.

LUIGI PALOPOLI

Riguardo il prof. Luigi Palopoli, come già rilevato da Iacchité, si tratta di una delle pedine del vasto scacchiere del prof. Domenico Saccà (http://www.iacchite.com/quel-filo-rosso-che-lega-regione-e-unical-limpero-di-mimmo-sacca/).

D’altra parte, non sarebbe neanche corretto attribuire a Palopoli le responsabilità degli insuccessi di Saccà. Ad ogni modo, l’area di Palopoli-Saccà è stata ben valutata a livello nazionale e dunque quest’area merita di essere rappresentata nel CdA (http://www.quotidianodelsud.it/calabria/societa-cultura/2017/02/24/unical-allavanguardia-aree-tecniche-scientifiche-anvur-premia).

ALFIO CARIOLA

Last but not least, il prof. Alfio Cariola, vero protagonista della vicenda del PON I-Contact per il suo conflitto d’interesse, con tutte le immediate implicazioni sulle tasse degli studenti, dovrebbe chiarire una volta per tutte perché si trova coinvolto in un PON sul wireless.

Ciò aiuterebbe anche a meglio intendere le dinamiche di assegnazione dei fondi PON. Facendo un’analisi dei vari PON concessi, emerge chiaramente che sono sempre gli stessi soggetti ad essere coinvolti nei PON più disparati. Più che individuare i docenti con le competenze più appropriate per le specifiche esigenze del progetto, vengono coinvolti tutti i gruppi di potere locale attraverso una ripartizione di fondi, spesso anche sotto l’egida di enti o distretti locali.

Coinvolgere, sebbene fuori tematica, un membro di una ben determinata “parrocchia” appare essere un obolo necessario per ottenere fondi PON. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: a fronte di fiumi di milioni di euro investiti, i vari PON o distretti tecnologici non hanno prodotto alcunché, né in termini occupazionali né sotto forma di prodotti di ricerca scientifica.

Anche i partner industriali sono sempre o spin-off dell’Università, spesso creati appositamente per ottenere fondi PON, oppure società che puntualmente si rivelano essere disinteressate ad investire in Calabria. Per colpa di avventurieri spregiudicati, siamo facile preda di rapaci avvoltoi che depredano i contribuenti calabresi. Vedasi il caso del crack milionario del PON I-contact (http://www.iacchite.com/unical-crack-milionario-del-pon-contact-lo-pagheranno-genitori-studenti/).

L’unica salvezza per questo Ateneo è un urgente ricambio dei membri del CdA, più che del Rettore.