Unioni civili, domani in piazza XI Settembre Cosenza partecipa alla mobilitazione nazionale

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Diventare protagonisti del cambiamento, trasformando la storia del nostro paese; attraverso la difesa sconfinata dell’uguaglianza e dei diritti. Finalmente ciò è possibile: una grande mobilitazione nazionale di tutti i cittadini e le cittadine per sostenere l’uguaglianza. Domani, in 94 piazze tra cui 7 all’estero, ognuno di noi avrà la possibilità di esprimere la propria solidarietà a chi è attualmente discriminato.

Anche Cosenza partecipa attivamente e lotta per la libertà e la giustizia. Scenderanno in piazza non solo persone omosessuali, transessuali, intersessuali, bisessuali e transgender, ma anche i bambini senza diritti, quelli nati in famiglie omogenitoriali.

La mobilitazione sarà organizzata da Eos Arcigay Cosenza, domani in piazza XI Settembre a partire dalle ore 11:00: “Sveglie, orologi da polso, da parete, portate con voi questi accessori per dire insieme a noi, in vista della discussione al Senato del DDL Cirinnà (che dovrebbe tenersi, dopo l’ennesimo rinvio, giorno 28 gennaio) che il nostro amore è uguale ad ogni altro amore e come tale comporta diritti e doveri.

Vieni anche tu a issare il tuo cuore in alto per dire ai nostri politici che è l’ora che ogni diritto venga riconosciuto, che è l’ora che l’Italia diventi finalmente un Paese in cui i cittadini siano davvero tutti uguali, c’è bisogno di una democrazia moderna e all’avanguardia, scevra da moralismi e, fin troppo obsoleti, retaggi conservatori e bigotti.”

Una giornata speciale, di sostegno verso tutti coloro che pur avendo gli stessi doveri e diritti di altri, non possono goderne a causa del loro orientamento sessuale, nonostante ciò violi il diritto al rispetto della vita privata e familiare (articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani).

Attraverso le manifestazioni sarà rivolto il seguente appello a Governo e Parlamento:

“L’Italia è uno dei pochi paesi europei che non prevede nessun riconoscimento giuridico per le coppie dello stesso sesso. Le persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali non godono delle stesse opportunità degli altri cittadini italiani pur pagando le tasse come tutti. Una discriminazione insopportabile, priva di giustificazioni. 

Il desiderio di ogni genitore è che i propri figli possano crescere in un Paese in cui tutti abbiano gli stessi diritti e i medesimi doveri. Chiediamo al Governo e al Parlamento di guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese.

La reciproca assistenza in caso di malattia, la possibilità di decidere per il partner in caso di ricovero o di intervento sanitario urgente, il diritto di ereditare i beni del partner, la possibilità di subentrare nei contratti, la reversibilità della pensione, la condivisione degli obblighi e dei diritti del nucleo familiare, il pieno riconoscimento dei diritti per i bambini figli di due mamme o di due papà, sono solo alcuni dei diritti attualmente negati”. (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit.)