Veltri, basta la parola

Filippo Veltri premiato da Occhiuto
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Ci risiamo. La Regione ha appena nominato i quattro membri del “Tavolo tecnico” del Comitato per la comunicazione e l’informazione della giunta regionale.
L’organo deve «progettare, attivare e verificare tutte le iniziative di informazione e comunicazione della Regione Calabria». Tra i componenti – sputa ca c’indovini – c’è anche un rappresentante di una delle famiglie più potenti della Calabria ovvero la famiglia Veltri. In questo caso, Filippo, ex responsabile della redazione calabrese dell’Ansa e attuale editorialista del Quotidiano del Sud. Sempre beneficiato dalla politica insieme al suo “famiglione”.

Nel novero delle famiglie che contano a Cosenza, la dinastia dei Veltri è certamente una tra le più quotate. Professionisti seri, ci mancherebbe altro, gente che lavorando si è fatta una posizione, su questo non ci piove, ma a tutto dovrebbe esserci un limite.

La famiglia Veltri deve tutto al vecchio ideale del comunismo.

Il giornalista Filippo si è fatto le ossa nella “palestra” de L’Unità quando ancora faceva battaglie serie e leggendo i suoi vecchi pezzi dell’inizio degli anni Ottanta (non quelli di oggi, per carità!) c’era anche una certa sostanza.

Filippo Veltri ha fatto ottime inchieste sull‘omicidio Losardo, tanto per dirne una. Poi era passato a Repubblica, anche se come “secondo” di Pantaleone Sergi e infine aveva conquistato l’avamposto dell’Ansa Calabria (l’agenzia di stampa più famosa e più ricca d’Italia), dove ha dettato legge per decenni barcamenandosi alla grande con il potere politico trasversale e da dove si è congedato recentemente per limiti di età.

Giulia Velltri
Giulia Velltri

Non dimenticandosi di “piazzare” la promettente figlia Giulia (ovviamente giornalista) al Quotidiano della Calabria di Francesco Dodaro. Che tutti c’hanno famiglia… e prendendo la palla al balzo per continuare a fare l’opinionista proprio sul foglio dell’ex salumaio ma con una prosa ormai decisamente consociativa e cerchiobottista. Più o meno la stessa che usa ormai da diverso tempo facendo da “spalla” in televisione ad Attilio Sabato. E sulla quale è meglio stendere un velo pietoso.

Ricchi, famosi, sopravvalutati.

Giulia, sì proprio lei, quella che Filippo ha aiutato ad entrare nel Quotidiano della Calabria, poco più di un anno fa è diventata membro della segreteria regionale PD. Più per grazia ricevuta che per meriti effettivi. Eh sì, perché Giulia non è solo figlia di Filippo Veltri ma anche di Rita Commisso, ex parlamentare di Rifondazione Comunista (che qui in Calabria ha sempre fatto il gioco dei più forti) e già commissario Ardis. E, come se non bastasse, è anche moglie di quel Giovanni Merlo (catanzarese doc) che per dieci anni è stato all’ufficio stampa della Regione e oggi puntualmente ci è ritornato.

Proprio non ci riescono i Veltri a non succhiare dalle mammelle pubbliche e, nonostante tutto, lo fanno anche con un certo stile. Perché, in fondo, loro con il “sistema” non c’entrano nulla. E’ il “sistema” che ha bisogno di loro e loro, da gente perbene, si adeguano e si… concedono.

Massimo Veltri
Massimo Veltri

Massimo, uno degli zii di Giulia, è stato parlamentare del PDS e professore ordinario all’Unical.

L’altro fratello, Paolo, è preside ad Ingegneria, sempre all’Unical e il figlio Arturo, ovviamente ingegnere, fino all’altro ieri ha fatto il dirigente con il gruppo Barbieri, quello che ha vinto l’appalto-scandalo di piazza Fera, grande amico del sindaco cazzaro che ci ritroviamo, e che ha stravinto anche quello per gli impianti di Lorica e che ne vincerà altri ancora, statene certi. Il tempo di trovare un prestanome valido e l’intestatario di una “card”. Ormai si usa così, anche se ti arrestano…

Paolo Veltri
Paolo Veltri
Arturo Veltri
Arturo Veltri

Infatti i Veltri alle ultime elezioni non hanno nascosto le loro simpatie “cazzare”, hanno votato compatti Occhiuto (come la stragrande maggioranza del PD, sia chiaro) e come “premio” quel grande baccalà spugnato di Magorno, con la supervisione di Palla Palla e del capo dei servizi segreti Marco Minniti, li coinvolge anche nella segreteria regionale, definendo la rampante Giulia addirittura “scrittrice”.

Che dire? Una saga che continua negli anni e che è destinata a continuare con le nuove generazioni. Nei secoli fedele… (Quasi) come i carabinieri!