Via degli Stadi, ex mercatino rionale: da risorsa a “ferro vecchio”

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Lex mercatino rionale di via degli Stadi è un pezzo di storia della città di Cosenza. Per chi non lo sapesse, si trova proprio all’inizio della strada che conduce allo stadio. Un punto di riferimento per il commercio cosentino che si è ridotto a spazio inutilizzato ed inutile, quasi a simboleggiare l’inerzia di chi ci amministra. E di chi ha il compito istituzionale di favorire il diritto di impresa.

La sua storia viene magistralmente raccontata da Massimiliano D’Acri, un ex consigliere della storica circoscrizione Via degli Stadi-San Vito, una volta sesta poi quarta.

“Nel luglio 1975 – ricorda Enzo Stancati in “Cosenza nei suoi quartieri” – fu inaugurato, su un suolo di circa 4.000 m², il mercatino ortofrutticolo rionale di San Vito, con ingresso da via degli Stadi, una struttura voluta nel 1974 e realizzata in poco più di anno con elementi prefabbricati dalla Camera di Commercio per la vendita diretta dal produttore al consumatore, con una trentina di stand in pannelli prefabbricati e box”.

A Cosenza c’è la prima giunta “rossa” della storia della città: il sindaco è il socialista Pino Iacino e oltre al PSI in giunta c’è anche il PCI. L’idea è buona ma deve fare i conti con la reazione del sistema. Già nel 1976 il mercatino di via degli Stadi viene minacciato da manovre speculative da parte dei grossisti e rischia di chiudere, dal momento che neanche un terzo degli stand restavano aperti.

Nel 1978 si esce dall’impasse e ne viene modificato lo statuto facilitando la vendita diretta dei prodotti ortofrutticoli dal produttore al consumatore. E così nel 1979 il mercatino viene riaperto e gli spazi dati in fitto da un apposito consorzio di gestione.

Pino Iacino
Pino Iacino

Pino Iacino cede la poltrona prima ad Antonio Rugiero e poi a Pino Gentile, entrambi socialisti.

Nell’estate del 1984, sindaco Gentile, la struttura funzionava a singhiozzo, era utilizzata ancora per meno del 10%, con soli due stands aperti su più di trenta disponibili, e così dal 29 ottobre 1984 il mercatino riapre, con la struttura ceduta in uso dalla Camera di Commercio al Comune in base al DPR 616/77.

Il pagamento del fitto è simbolico, lo spazio viene ristrutturato a cura del Comune e della Circoscrizione, con gran parte degli stand occupati, oltre che da commercianti e da ambulanti, anche dall’Esac e dalla Centrale del Latte.

Morale della favola: un mercato di superficie di 4.000 m², di cui solo 400 m² erano occupati da stand, con un contratto d’uso che scadeva nel maggio 1987 ma rinnovabile.

merca“… Quel mercatino rionale – scrive Massimiliano D’Acri -, nato per servire la Circoscrizione di via degli Stadi-San Vito che, con una popolazione di circa 40.000 abitanti era la più grande della città, malgrado i prezzi competitivi rispetto al centro cittadino vedeva, ancora a dicembre 1984, una scarsa affluenza di pubblico, con appena una ventina di stand aperti”.

Come se non bastasse, la politica dei prezzi appariva poco conveniente in confronto con altri punti vendita al dettaglio della città.

Arriviamo a fine 1989, con la città che nel frattempo era ritornata alla DC con Franco Santo sindaco. Occorreva riprendere il progetto di rilancio del mercatino, dove alcuni stand erano stati anche incendiati, e i lavori di ripristino effettuati solo dopo l’intervento della Circoscrizione che aveva stanziato alcune decine di milioni. Ma si va avanti sempre allo stesso modo, con il sottoutilizzo della struttura.

Tuttavia a febbraio 1994, nonostante l’avvento in città di Giacomo Mancini, quella piccola struttura commerciale, costruita come valida alternativa al mercato ortofrutticolo di via Rivocati per gli abitanti dei popolosi rioni San Vito, Serra Spiga e via degli Stadi, rischia ancora la chiusura. Solo 2 stand erano aperti (uno per vendervi olio, l’altro frutta e verdura), mentre molti altri con il tempo erano stati trasformati in locali di deposito dai commercianti che in passato li avevano ottenuti solo per la vendita e mancava un custode.

Dalla Circoscrizione, col presidente Antonio Stramazzo, parte l’allarme e la richiesta di una riapertura, nel timore che, alla scadenza della convenzione stipulata sin dall’ apertura del mercatino con il Comune, la Camera di Commercio si riappropriasse della struttura, costata a suo tempo alcune centinaia di milioni, e destinasse l’area a deposito. A settembre 1994 era aperto un solo box di frutta e verdura, numerosi altri box apparivano danneggiati, c’erano rifiuti in ogni angolo.

A fine settembre 1994 il presidente della Commissione comunale per le Attività Economiche e Produttive comunica al presidente della Circoscrizione il rinnovo della convenzione fra il Comune e la Camera di Commercio, fornendo anche la notizia che in un prossimo incontro Comune-Circoscrizione si sarebbero raccolte le adesioni dei commercianti ancora intenzionati ad utilizzare i box della struttura in completo stato di abbandono.

A dicembre 1994 viene affidato alla Circoscrizione il primo, vero restauro del mercatino.

Nel 1994 l’assessore alle Attività Economiche e Produttive ne aveva promesso il rilancio e a giugno 1995 viene approntato un nuovo bando di concorso per assegnare i 27 posti liberi.

mancDopo averlo ristrutturato, consegnandone a settembre 1996 i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria da completare entro quel novembre, la giunta Mancini nell’ aprile 1997 bandisce un concorso per assegnare gli stand del mercatino polifunzionale, che si inaugura qualche mese dopo nel 1997, con 25 stands per altrettanti venditori con l’intenzione di servire i consumatori dei rioni circostanti (San Vito, via degli Stadi, Città 2000) e limitrofi.

Il tutto in uno spazio abbondantemente degradato e che invece, finalmente, vedeva negozi di generi alimentari, di abbigliamento, frutta e verdura, un panificio, un negozio di pasta fresca, una pescheria, una pelletteria, una lavanderia, tutti in circolo attorno alla piazzetta con panchine sotto gli alberi di ulivo e spazi utilizzabili da grandi e piccoli.

Per un certo periodo il mercato funziona bene, ma a poco più di un anno dalla riapertura, ne ricomincia il declino. Appena un terzo dei box realizzati dal Comune restava aperto a gennaio 1999, ed erano pochi i clienti, la struttura non decollava e gli operatori commerciali, scoraggiati, ne chiedevano al Comune il rilancio, dopo che la Circoscrizione, col presidente Francesco Salituro, aveva denunciato il disinteresse del Comune.

Fra i motivi del mancato decollo, si indicavano i pochissimi stand (alcuni dei quali assegnati e mai aperti) e la limitata offerta di prodotti, la scarsa pubblicizzazione della struttura, lo spartitraffico posto all’uscita del sottopassaggio che aveva spinto gli automobilisti, non potendo svoltare subito a sinistra, a effettuare i loro acquisti lungo via degli Stadi o a Castrolibero, la manutenzione trascurata (era rotta da mesi la griglia all’ingresso e non riparata), malgrado logisticamente la struttura apparisse comoda, senza rischi anche per i bambini, essendo l’area recintata.

LE CONSIDERAZIONI DI D’ACRI

mercatino“Alla ricostruzione della storia del “mercatino” ho poco da aggiungere – scrive ancora Massimiliano D’Acri -. È la storia di una struttura su cui la Circoscrizione ha investito concretamente tanto, in rapporto alle scarse risorse disponibili, e per cui il Comune nei fatti ha storicamente fatto pochissimo, relativamente alle risorse ingenti investite in altre parti del suo territorio”.

La storia del mercatino si incrocia con quella del quartiere San Vito che lo ospita e per un certo periodo ci hanno anche fatto credere che l’area su cui sorge il mercatino sarebbe stata determinante per la realizzazione del “contratto di quartiere”, che poi è sparito non appena Pino Gentile si è insediato all’assessorato regionale ai Lavori pubblici per farsi i… fatti suoi.

La ricostruzione di questa storia si ferma alla seduta del consiglio circoscrizionale appositamente convocata lunedì 10 novembre 2008 ovvero otto anni fa.

Massimiliano D’Acri chiedeva proprio in quella seduta se qualcuno potesse e volesse chiarire “a me e ai cittadini del quartiere San Vito qual è il futuro del mercatino”. Lo chiedeva all’allora presidente della Camera di Commercio Giuseppe Gaglioti, che però non ha dato risposte esaurienti ed esaustive.

Da allora ne è passata acqua sotto i ponti ma l’ex mercatino rionale di via degli Stadi è sempre lì, desolatamente chiuso e fermo. In attesa che alla Camera di Commercio qualcuno si ricordi che esista. Vero, presidente?