Via degli Stadi, impianti sportivi: ma il Comune quando paga gli espropri?

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Il sottoscritto Giovanni  Perri,  presa visione del vostro sito, che segue con interesse le notizie di interesse sociale, sprechi  e  ingiustizie che si verificano quotidianamente, chiede un vostro interessamento, se possibile, per  denunciare l’ennesima ingiustizia perpetrata dell’Amministrazione Comunale  di Cosenza a carico della mia famiglia da circa 40 anni.

L’Amministrazione comunale di Cosenza ha espropriato ai miei genitori un terreno per la costruzione di opere sportive, dove ora sorgono il Centro sportivo “Real Cosenza” e i campi da tennis in via degli Stadi.

Premesso che si è trattato di una occupazione illegittima avvenuta nel 1980 con una indennità irrisoria, la mia famiglia è stata costretta a ricorrere in tribunale.

Il terreno espropriato è stato lasciato in eredità dal nonno emigrato in America, e che i miei genitori anche in situazioni di crisi, hanno mantenuto  con  sacrifici e fonte di reddito per sei figli.

L’amministrazione comunale di Cosenza, consapevole che la zona era costituita da povera gente, senza Santi in Paradiso ha prima vincolato tutti i terreni del quartiere e poi iniziato ad espropriare questi terreni, togliendo a tutti quella minima fonte di reddito.

Costringendo chi era ancora giovane a trovarsi altri lavori  ed abbandonando terreni e case coloniche alla mercè di vandali, covo di malfattori e degrado generale, rendendo però edificabili i terreni vicini appartenenti  a baroni e benestanti (Città 2000).
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L’iter processuale dell’esproprio ha comportato tre gradi di giudizio fino alla Cassazione, nella quale si pronunciava che il terreno doveva essere risarcito secondo il giusto prezzo di mercato e rinviava alla Corte di Appello di  Catanzaro.

Il 1° Marzo 2016 il Tribunale di Catanzaro “quarta sentenza”, condannava il Comune di Cosenza al risarcimento secondo il prezzo stabilito dal Perito (ancora iniquo, ma visto che si tratta di un giudizio del tribunale  lo si accetta come tale), degli interessi legali, svalutazione e spese.

A questo punto, dopo quasi cinque mesi dalla sentenza ed un atto di ingiunzione di pagamento del nostro Legale, il Comune di Cosenza si dimostra latitante e menefreghista, asserendo che non ha soldi.

L’amministrazione comunale sapeva che doveva risarcire i terreni espropriati, dove hanno messo i soldi delle opere sportive date in gestione?

I soldi per pagare cantanti e fare festicciole natalizie li hanno trovati? Se non hanno soldi tornassero indietro i terreni espropriati.

Mi chiedo, cosa deve fare a questo punto un cittadino? Se il cittadino debitore con il Comune si vede arrivare Equitalia, costretto a pagare con l’applicazione anche di interessi da strozzino e pignoramento della  casa,  come avviene nei confronti di molti cittadini costretti  anche ad atti estremi; adesso che è il Comune debitore cosa si fa?

Perché non si fa pagare personalmente il sindaco e tutta l’ amministrazione per i danni da loro commessi ? In questo modo, si  evitassero  comportamenti  menefreghisti e  ricorrere continuamente in appelli (tanto non sono loro a pagare): si ridurrebbero i processi e le lungaggini delle cause, liberando così i Tribunali da montagne di processi.

Perché  il cittadino deve pagare di tasca sua, mentre se perde il Comune li carica su tutta la collettività? In quale stato di merda ci troviamo?

A questo punto, visto che il primo fuorilegge è la pubblica amministrazione, è forse il caso che il cittadino la giustizia se la faccia da solo ?  Per loro Equitalia riscuote i crediti dei cittadini con multe e sanzioni da usurai, il cittadino a chi si deve rivolgere per fare rispettare i suoi diritti ? Forse alla mafia?

Sicuro di un vostro interessamento. Grazie!

Giovanni Perri

La mafia sono loro. E mette i soldi degli espropri nei debiti fuori bilancio. Che però servono per gli affidamenti diretti. Non c’è niente da fare. Possono fare ciò che vogliono. Loro, oltre ad essere la mafia, sono anche la legge. 

g. c.