Via Padre Giglio, dal 2009 sempre lo stesso scenario di degrado

Advertising

“I mercatini svolgono in ogni città una funzione importante sia per il commercio, sia come luoghi di incontro e di socializzazione. Negli anni, la zona di via Padre Giglio e via Marafioti ha assunto sempre di più questa caratteristica che, per essere valorizzata, esige una complessiva riqualificazione dell’area sottostante la strada sopraelevata.”

via padre giglioQueste le parole di Perugini nel 2009, quando era sindaco della città di Cosenza. Il progetto, all’epoca, prevedeva una serie di interventi: i box per la vendita completamente ricostruiti e dotati di una serie di servizi indispensabili; gli spazi per i pedoni ampliati e forniti di una nuova
pavimentazione
; l’impianto dell’illuminazione pubblica completamente rifatto, in modo da garantire una maggiore sicurezza per i cittadini, favorire l’attività commerciale e, al contempo, ottimizzare l’efficienza energetica ed i costi di manutenzione; parcheggi per la clientela; sicurezza assicurata anche da un impianto di videosorveglianza.

via padre giglio2Un magnifico progetto, ovviamente rimasto solo sulla carta. Poi lo stravolgimento: nel giro di pochi mesi dalle parole di Perugini, lo scenario che s’intravedeva percorrendo la strada sotto il cavalcavia era quello di un sigillo posto alle attività, sequestrate e con procedimenti penali, perché considerate strutture abusive.

Poi il silenzio. Nessuno seppe più nulla. E finalmente, lo scorso agosto, ci pensò l’ex sindaco Occhiuto a riqualificare tutta l’area del mercatino di via Padre Giglio. O meglio ci eravamo illusi di ciò, in realtà sono stati demoliti due box e stop.

Ora di nuovo tutto fermo e lo scenario che s’intravede nella zona è sempre il medesimo: degrado, sporcizia, abbandono, incuria…

I residenti denunciano: “tanti bei progetti, tante belle parole da tutti gli ex amministratori e poi rimaniamo sempre nelle stesse condizioni. Lo schifo qui c’è da anni e da anni nessuno è riuscito a fare nulla di concreto, quanti anni ancora dovranno passare?”

V.M.