Vibo, torna in libertà Pasquale Bonavota. Gli altri restano in carcere

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Pasquale Bonavota torna in libertà e in quattro, invece, restano in carcere. Questo quanto deciso nel corso delle udienze di convalida degli arresti eseguito nel corso dell’operazione antimafia eseguita mercoledì scorso contro l’omonimo clan di Sant’Onofrio, considerato uno dei più pericolosi dell’area del Vibonese, con interessi anche a Roma, ed a cui gli inquirenti ritengono di di aver inferto un duro colpo azzerandone i vertici.

Pasquale Bonavota, 42 anni, è tornato difatti libero proprio nella Capitale dove il Gip del tribunale non ha infatti convalidato il fermo di indiziato di delitto emesso a suo carico dalla Dda di Catanzaro: l’accusa nei confronti del presunto “capo” era di associazione mafiosa con l’aggravante di aver diretto il clan.

Per Domenico Bonavota, 37 anni, considerato il “capo militare” della Cosca; Onofrio Barbieri, 36 anni, e Giuseppe Lopreiato, 22, anche loro di Sant’Onofrio, il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha invece convalidato il fermo della Direzione distrettuale antimafia emettendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Resta lo stesso in carcere, poi, Domenico Febbraro, 23 anni: pur non essendo stato convalidato il suo fermo è stato raggiunto da un’ordinanza del gip del capoluogo calabrese che ha trasferito gli atti al collega competente della Distrettuale di Catanzaro che, entro 20 giorni, dovrà a sua volta pronunciarsi su una nuova richiesta di arresto.

Fonte: Cn24