Vigili urbani a Cosenza: c’è chi può e chi non può

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Tra le tante segnalazioni che ci giungono via telefono, mail e in mezzo alla strada, oggi ci occupiamo di un caso che, per certi versi, è lo specchio della nostra nazione.

Un cittadino di Cosenza ha telefonato al centralino dei vigili urbani per segnalare la presenza di un branco di cani randagi particolarmente aggressivo in contrada Macchiabella di via Popilia, nelle vicinanze del supermercato “Conad”.

L’interlocutrice, dopo pochi secondi di conversazione, esplode subito in un eloquente: “E come lo posso risolvere io questo problema?”. Come se la legge non prevedesse che le segnalazioni per questo tipo di disservizi vanno fatte proprio ai vigili urbani. Ed è già particolarmente grave il fatto che una centralinista dei vigili urbani non sia al corrente di questo.

Ma andiamo avanti. Il cittadino, visto che la sua protesta non sortiva effetti, ha fatto presente alla centralinista dei vigili urbani che di mestiere fa il poliziotto e come tale sa bene che il corpo “deve” fare qualcosa per risolvere la segnalazione di un problema di randagismo.

Beh, non ci crederete ma l’atteggiamento dell’ineffabile centralinista è cambiato completamente ed è diventato incredibilmente collaborativo. Facciamo una richiesta qui, una letterina lì, vado a parlare con Tizio e con Caio e compagnia bella.

La vicenda, tra l’altro ancora aperta, perché i cani randagi hanno sempre il loro quartier generale a Macchiabella, è emblematica della disparità di trattamento tra i cittadini che si fa in certi ambienti. E se è segnalata da un appartenente alle forze dell’ordine diventa ancora più significativa. 

Rimaniamo in attesa di sviluppi. Speriamo bene.