Villa Verde e il “muro di gomma”

L'arcivescovo Nunnari a Villa Verde (da un video di Telespazio Calabria)
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Sembra che ultimamente a Cosenza la parola d’ordine nel settore delle cliniche private sia una soltanto: concordato. Una volta che lo ottieni hai “svoltato” e puoi vessare come meglio credi i tuoi dipendenti. Succede nelle cliniche della famiglia Morrone e succede anche a Villa Verde, la clinica psichiatrica di Donnici, già famosa per le perizie psichiatriche alla malavita.

Oggi la proprietà non è più della gestione Sposato-Bonacci ma è passata a quella Giorgio Crispino-Bruna Scornaienchi (amministratore Fiore Gaudio). Sono entrambi medici e provengono dall’esperienza fallimentare della Madonna della Catena, rilevata da iGreco dopo essere stata portata al fallimento dalla precedente gestione. Della quale facevano parte entrambi.

Ne hanno scritto praticamente tutti: guerre con i lavoratori, finanche con i sindacati, che di solito si accucciano con qualche “zuccherino” e un tasso di mortalità drammaticamente aumentato per le famiglie dei degenti.

villa verde

A Villa Verde la situazione è critica da tempo. Il concordato era già in atto dal 2011, prima che subentrasse la nuova proprietà. Sembrava che la clinica fosse ormai nelle mani de iGreco e invece spuntano Crispino e Scornaienchi. La dottoressa Noemi Bonacci deve passare la mano ma quei due hanno una marcia in più. Insieme hanno dato vita anche al Centro di riabilitazione neuromotoria di Mangone. Lui direttore generale, lei direttore sanitario.

C’è chi dice che il loro sponsor principale sia stata la chiesa, che di cliniche psichiatriche (vedi Papa Giovanni) se ne intende. E non a caso uno dei pochi documenti ufficiali che si trova in rete su Villa Verde risale proprio ad una delle ultime visite ufficiali dell’arcivescovo monsignor Salvatore Nunnari. Noblesse oblige.

Villa Verde ormai è gestita con gli stessi metodi della Madonna della Catena di un tempo e tutte le istituzioni ne sono informate ma a quanto pare chi ne farà le spese sono malati e lavoratori e questo è vergognoso e disumano verso i diritti del malato e della collettività.

Villa Verde dispone di 40 posti letto. Tuttavia, per quanto se ne sa, verrebbero ricoverati anche pazienti a pagamento con utilizzo dello stesso personale della pianta organica collegata all’accreditamento. La Cgil e la Cisl, in particolare, non più tardi di un paio di mesi fa, hanno fatto sapere che a “Villa Verde” c’erano addirittura 30 pazienti in più rispetto ai posti letto “legittimi”. Con l’apertura di un altro piano di degenza.

Il commissario giudiziale, il dottor Ruffo, che dovrebbe vigilare sul concordato è sparito. Il giudice del Tribunale di Cosenza, Greco, che sa tutto per aver ricevuto denunce a iosa sull’andamento della clinica, è latitante anche lui. L’ordine che parte dal “solito” procuratore Granieri, notoriamente legato a doppio filo con la chiesa “ufficiale” e addirittura con qualcuno a lui molto vicino in pianta organica, è quello di lasciar correre.

I vertici della sanità, poi, sono completamente conniventi con le pratiche dei signori delle cliniche. Per i lavoratori, insomma, c’è davanti una sorta di muro di gomma inespugnabile: Ispettorato del lavoro, procura, finanza, Asp e Regione. Niente da fare.

E così, mentre ci sono pochi privilegiati, la maggior parte della forza lavoro viene trattata alla meno peggio. Sempre più lavoro sempre meno soldi. Rubano ai poveri per diventare sempre più ricchi. E’ questa la logica che accomuna chiesa e cliniche psichiatriche. E’ un vecchio “cult” del clero cosentino.

Lavoratori licenziati da due anni che ancora oggi attendono i loro soldi, altri che lavorano senza contratto e in balia delle onde. Una situazione comune a quella di altre cliniche cosentine. Qui si “alzano” soldi. Costi quel che costi. E nessuno deve parlare.

Ordine del muro di gomma.