Visita ufficiale del Parlamento Europeo: bocciata la Garanzia Giovani in Calabria

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Il Movimento 5 Stelle ha richiesto e ottenuto, tramite la Commissione Controllo dei Bilanci, una visita ispettiva a Reggio Calabria in merito a Garanzia Giovani.

Gli eurodeputati Marco Valli, Laura Agea e Laura Ferrara hanno verificato, insieme a rappresentanti della Commissione e della Corte dei Conti europea, i processi di implementazione e controllo del programma.
In una regione con il 57,9% di disoccupazione giovanile, la Garanzia Giovani purtroppo porta con se diverse problematiche irrisolte, tra le quali: ritardi nei pagamenti, scarsi controlli e mancanza di trasparenza. Obiettivo della visita ufficiale del Parlamento europeo, voluta dagli eurodeputati del Movimento 5 Stelle, nasce proprio dalla volontà di evitare il perpetrarsi delle criticità rilevate e di rendere il più trasparente possibile il programma.

Dagli esiti delle visite che abbiamo effettuato, Garanzia Giovani in Calabria non supera l’esame. Come conferma anche la relazione della Corte dei Conti europea, il piano non ha portato fino ad ora risultati soddisfacenti in termini di creazione di nuovi posti di lavoro. Per questo, è necessario cambiare rotta, orientando il programma al conseguimento di risultati concreti al fine di aumentare concretamente l’occupazione giovanile in sinergia con lo sblocco degli investimenti pubblici”, ha dichiarato Laura Agea.

“Le criticità sono anche di natura amministrativa e burocratica: i giovani lavorano e spesso, non solo non ricevono la retribuzione per il lavoro svolto, ma devono anche anticipare di tasca propria le spese per il trasporto e il vitto. Abbiamo chiesto i motivi di questi ritardi ma nessuno, dalle autorità nazionali a quelle regionali, ci ha fornito motivazioni valide scaricando la colpa sull’INPS. Una vergogna soprattutto in un Paese nel quale chi governa non si fa mancare stipendi e rimborsi d’oro”, ha aggiunto Marco Valli.

Presente anche Laura Ferrara: “La Regione Calabria ha gravi problemi nei controlli, notificati anche dalla Commissione europea: per questo motivo, nel 2015, è stata sospesa una parte del Fondo Sociale, pari a 71 milioni di euro. L’amministrazione è in ritardo rispetto al resto d’Italia e lontana anni luce rispetto all’Europa. E’ necessario rimboccarsi le maniche per cercare di recuperare una situazione drammatica: la Calabria non può permettersi di perdere risorse e spendere male quelle che ha a disposizione”