Why Not, le intercettazioni e le indagini erano legittime. Duro colpo per i servi del potere

Luigi De Magistris
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Le motivazioni della sentenza d’Appello sono state depositate ieri mattina, e “non le ho avute ancora nella mia disponibilità”. Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, torna a parlare del processo ‘Why not’ che ha visto prosciolti in secondo grado lui e Gioacchino Genchi, con il ribaltamento della sentenza di primo grado il 21 ottobre scorso perché non c’era “dolo intenzionale” nell’acquisizione dei tabulati telefonici di 8 parlamentari. Tra i quali anche Tonino Gentile e Marco Minniti.

Marco Minniti
Marco Minniti

“Si chiude una vicenda surreale, dove qualcuno ha cercato di fare passare l’accusatore per accusato”, ribadisce l’ex pm.

“Per tanto tempo si è voluto fare credere al Paese intero che io e il mio collaboratore avessimo illecitamente intercettato non so quante migliaia di persone e soprattutto di politici e di uomini delle istituzioni- aggiunge-, tutto falso.

Nessuna intercettazione illegittima è stata fatta in quella indagine ed erano stati acquisiti tabulati telefonici doverosamente perché dovevamo capire quei rapporti tra affari, pezzi di politica, criminalità organizzate e massonerie deviate”.

Una vicenda “molto dolorosa. Sono stato duramente colpito, condannato in primo grado con sentenza incredibile. Finalmente abbiamo trovato tre giudici onesti e coraggiosi che hanno messo la parola fine”.

Ma il danno è stato fatto lo stesso perché a De Magistris l’inchiesta “è stata illecitamente sottratta”. Ed “è surreale che in questi giorni si legga sui giornali, a proposito dall’esito di una costola di un processo non più mio, che l’indagine di De Magistris era infondata.

L’indagine originale di de Magistris non solo non era infondata ed è stata illecitamente sottratta ma era talmente fondata che hanno messo in campo un’attività’ istituzionale e finanche criminale mai conosciuta nel nostro Paese, per cercare appunto di sottrarmi quella inchiesta come anche quella Poseidone”.

(AGI)